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Storia del Taiji Quan

Le Origini del Taiji Quan

La pratica del Wushu (letteralmente “arte marziale”), diffusasi inizialmente in Europa con il termine di Kung-fu (“applicazione umana”, “lavoro”), è antica quanto la cultura cinese e può essere fatta risalire alla Dinastia Zhou (221 a.C.), durante la quale il combattimento a mani nude divenne sport militare accanto al tiro con l’arco, la corsa con i carri e la scherma.

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Nell’immenso materiale scritto e non scritto, riguardante la storia e la leggenda delle arti marziali, esistono vari testi storici sul buddismo che presentano la figura di BODHIDHARMA il cui nome significa: ”l’uomo che è stato premiato con l’illuminazione per aver seguito fedelmente i principi del buddismo”. Egli è indicato come colui che introdusse dall’ India in Cina il buddismo Ch’an che più tardi sarebbe stato portato in Giappone divenendo il più famoso Zen.

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Di lui si racconta che abbia vissuto nel tempio Shaolin e che sia rimasto per nove anni seduto in meditazione di fronte a un muro, in stato di concentrazione tale da percepire il brusio delle formiche accanto a lui. Le notizie concernenti questo personaggio sono divergenti: secondo alcuni egli era un monaco persiano, secondo altri indiano. Si mise in dubbio anche la reale esistenza di Bodhidharma, ritenendo possibile invece !a teoria dell’esistenza di un gruppo di monaci indiani dediti alla meditazione e alle arti marziali. Si racconta che, preoc­cupato della salute fisica dei monaci che passavano la maggior parte del giorno in meditazione sedenta­ria, inventò l’esercizio chiamato Shaolin Quan dal ­nome del monastero di Shaolin.

Le testimonianze sul ruolo che il tempio di Shaolin ebbe come centro di arti marziali risalgono alla fine della dinastia Sui (589-618 d.C.) e, da questo momento in poi, i monaci guerrieri del tempio appariranno costantemente sulla scena della storia cinese.

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La leggenda racconta del monaco taoista Zhan Sanfeng (690-1279) che assistette al combattimento tra una gru ed un serpente, e vide dall’alternarsi dei colpi duri della gru, i movimenti flessuosi del serpente, dove gli apparì chiara l’alternarsi dello yin e dello yang che sono alla base del taiji quan. Oppure si narra di come gli apparve in sogno l’imperatore Xuandi che rivelò efficacissime tecniche di combattimento, tanto che al risveglio fu già in grado di combattere e vincere numerosi uomini. 

La storia del Taiji Quan

La storia ci racconta che dal 1930 al 1932 Su Tangao famoso nel mondo marziale si recò nel villaggio di Chenjiagou, nel distretto di Wenxian provincia dello Henan, per ricercare le origini storiche del taiji quan. Ne venne fuori che l’iniziatore fu l’antenato di IX generazione della famiglia Chen di Chenjiagou, Chen Wanting, nel periodo che va dalla fine dei Ming (1368-1644) e l’inizio dei Qing (1644-1912).

Dopo l’ascesa al potere della dinastia Ming, si verificò un calo demografico nella prefettura di Huaiqing dello Henan. La popolazione dello Shanxi fu costretta a trasferirsi in questo luogo per ripopolarlo. Fu per questo motivo che Chen Bo primo antenato della famiglia Chen si trasferì nella prefettura di Huaiqing, distretto di Qingyang. Poiché Chen Bo oltre che esperto conoscitore delle armi si rivelò un ottima persona, i suoi vicini chiamarono il posto dove questo viveva Chen Bo Zhuang “Villaggio di Chen Bo”. Purtroppo dopo solo due anni la famiglia Chen fu costretta ad un nuovo trasloco presso Changyangcun, dove la famiglia divenne numerosa tanto che questa volta il luogo dove abitavano fu ribattezzato Chenjiagou “il villaggio della famiglia Chen”.

Taiji Quan

Chen Wanting (1600-1680) IX generazione della famiglia Chen, era un uomo di grande cultura ed abilità marziale. Egli integrò le proprie competenze marziali con quelle che furono tramandate all’interno della famiglia, arricchendole con i fondamenti della medicina cinese ed il qi gong taoista.

Chen Wanting Ideò ben cinque sequenze di taiji quan (Taiji Wu Tao Quan), Cinque forme di Pugni (Wu Tao Chui), Tredici Posizioni (Shisan shi), il Pugno di Cannone (Pao Chui), la forma lunga di Taiji Quan delle 108 posizioni (108 Shi Taiji Changquan), ed in oltre sequenze di Sciabola, lancia, bastone, mazza, frusta e spada. Importantissima fu la creazione del Tuishou in coppia (mani che spingono) e la lancia appiccicosa in coppia. Insomma perfezionò un antica arte di famiglia arricchendola con le sue conoscenze marziali e culturali tanto dai lasciare ai posteri un eredità senza eguali.

La diffusione del Taiji Quan e la nascita degli stili

Fino al 1800 il Taiji quan era praticato soltanto dalla famiglia Chen, che tramandava le conoscenze di generazione in generazione al fine di custodirne gelosamente gli insegnamenti.

Fu Chen Changxing (1771-1853) che per primo divulgò gli insegnamenti al di fuori della famiglia a Yang Luchan (1789-1853). Yang Luchan si recò dal distretto di Yongnian a Chenjiagou proprio per apprendere il Taiji Quan, tanto che vi rimase circa vent’anni.

Yang Luchan tornò poi nel suo paese dove insegno l’arte ad i suoi tre figli: Yang Banhou, Yang Jianhou e Yang Fenghou. Yang Jianhou a sua volta trasmise l’insegnamento ai suoi figli Yang Shaohou e Yang Chenfu (1883-1936 )che rese celebre l’arte marziale in tutta la Cina.

Yang Banhou ebbe molti allievi tra cui, Wu Quanyou (1834-1902) che fu il fondatore dello stile Wu. Trasmise quest’arte a suo figlio Wu Jianquan (1870-1942).

Il fondatore dello stile Wu di taiji quan fu invece Wu Heqing noto come Wu Xiang (1812-1880) che studiò direttamente con Yang Luchan, per poi perfezionarsi sotto la guida di Chen Qingping, XV generazione della famiglia Chen.

Fu invece Sun Tulang (1860-1932)il fondatore dello stile Sun che unì le sue conoscenze di Xingyiquan e Baguazang al taijiquan di Wu Yuxiang, sviluppando uno stile del tutto personale.

Abbiamo qui cercato di riportare un facile esempio di come lo stile tramandato all’interno della famiglia Chen, si a stato pian piano messo a disposizione di allievi esterni alla famiglia attraverso Changxing e Chen Qingping, derivando così dall’originale stile appartenente alla famiglia Chen, il taiji della famiglia Yang, della famiglia Wu (Jianquan), Wu (Yuxiang), Sun, lo Zhao Bao e lo stile Hao.

E’ da far presente che l’originario stile Chen si divise in due lignaggi principali la Xiaojia o Piccola Struttura che rappresenta il metodo di pratica più antico all’interno della famiglia, e la Deijia o Grande Struttura.

I fondamenti teorici dello stile Chen Xiaojia

Quando viene insegnato il taijiquan stile Chen, il Maestro per facilitare l’apprendimento dell’allievo, ingrandisce la modalità di esecuzione dei movimenti, in modo che lo studente impari a muovere il corpo attraverso dei grandi cerchi che con il crescere della pratica diventeranno sempre più piccoli ed interni, fino a diventare non cerchi, sviluppando la forza a spirale “chansijin”.

Durante lo sviluppo del Taijiquan questo modo differente di eseguire l’arte fu chiamata “ Grandi Cerchi” e “Piccoli Cerchi” o “Grande Struttura” e “Piccola Struttura”. I praticanti della Grande Struttura enfatizzano la riduzione graduale dei cerchi, per questi passaggi trasversali tra le modalità di apprendimento dell’arte, si può dire che “la Grande Struttura non è grande e la Piccola Struttura non è piccola” infatti originariamente all’interno della famiglia Chen non vi erano differenziazioni nell’arte, fu Chen Youben discendente di XIV generazione della famiglia Chen, ed erede di VI generazione dello stile, che aveva imparato l’unica arte, che divise il taijiquan in Grande Struttura e Piccola Struttura per velocizzare l’apprendimento di un suo allievo che aveva necessità di imparare l’arte in breve tempo.

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Chen Wang Ting

Allo stato attuale noi sappiamo che il termine Taiji quan appare

scritto per la prima volta solo verso la fine del XIX secolo, in

un’opera attribuita ad un membro della famiglia Chen. L’autore

afferma che il creatore del Taiji quan fu Chen Wang Ting; costui

nacque alla fine della dinastia dei Ming e più tardi gli furono

conferiti importanti incarichi militari.

Caduti i Ming, per 1′avvento della Dinastia Qing, Chen Wang

Ting si ritirò nel vil­laggio natale a Chenjiagou nel distretto Wen della provincia dello Henan; qui la tradizione racconta che mise a punto la disciplina del Taiji quan improntata alla di­fesa e al combattimento.

Intorno a questa disciplina di carattere marziale si struttu­rò probabilmente una società segreta, di cui certo fu importante esponente, finalizzata inizialmente alla ristrutturazione dell’impero Ming.

Egli rielaborò e arricchì, fon­dendole insieme, tecniche marziali che già esistevano. Chen Wang Ting fondò così la Scuola Chen di Taiji quan. In questa epoca il Taiji quan si caratterizza dunque come pratica marziale, e si sviluppa in leghe, sette, società segrete, che partecipano ai confronti e agli scontri po­litici e sociali e sovente li determinano.

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Yang Luchan

 

Uno dei discepoli di Chen Chang Xing, Yang Luchan, non era del

villaggio ma proveniva dalla provincia dello Hubei . Yang Luchan

(1784-1872), nacque nel distretto Yongnian della provincia dello

Hubei. Benché appartenente ad una ricca famiglia contadina, alla

morte di suo padre dovette arruolarsi nella milizia del villaggio.

Dietro consiglio del suo maestro, Yang Luchan si recò presso la

famiglia di Chen Chang Xing nel villaggio di Chenjiagou per

studiare il Taiji quan.

Poiché Chen Chang Xing insegnava la sua arte solo ai membri della sua famiglia, Yang Luchan restò presso di lui come servitore per molti anni spiando la notte, attraverso una fessura del muro, gli insegnamenti del maestro ai membri della famiglia e si allenava di nascosto. Una notte il giovane apprendista fu scoperto dal maestro che fu sorpreso dalla sua bravura e decise di confidargli i segreti del Taiji quan.

Yang Luchan ritornò poi alla sua terra natale e vi divulgò la pratica del Taiji quan. In seguito, divenuto esperto maestro e consigliato da Wu Yu Xiang, fondò a Pe­chino una scuola di Taiji quan ed ebbe come allievi nobili della corte imperiale dei Qing, meritando l’appellativo di Wu Ti ( “ Colui che non ha rivali” ).

Fu il fondatore della Scuola Yang e trasmise 1′insegnamento ai suoi tre figli di cui Yang Ban Hou sviluppò la Concatenazione Breve, Yang Jian Hou la Concatenzione Me­dia, Yang Feng Hou la Forma o Concatenazione Lunga.

Un’altra fonte racconta invece che ebbe due figli che costrinse con estrema durezza alla pratica di quest’arte. Nonostante ciò, for­se a causa dell’imposizione paterna, i figli mostraro­no poca predisposizione nell’apprendere il Taiji quan, al­meno fintanto che il padre rimase in vita.

Dopo la sua morte, uno studente di Yang Luchan, che non era membro della famiglia, proclamò sulla tomba di essere il legittimo erede del maestro. I figli, scos­si nella loro apatia da una violenta gelosia, si dedí­carono diligentemente allo studio e alla pratica. In anni successivi, i tre, riconciliatisi, proseguirono in­sieme l’insegnamento.

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Yang Chen Fu

 

Yang Chen Fu (1883 – 1936), figlio di Yang Jian Hou fu diffuse il

Taiji quan in tutta la Cina, e dettò ad un suo discepolo, Chen Wei

Ming vari testi a riguardo. Chen Wei Ming diffuse il Taiji quan a

Shangai. È in questa epoca che il Taiji quan viene sempre più

valutato come pratica psicocorporea, ritrovando una sua antica

radice. A Yang Chen Fu si deve la codificazione della forma 108

movimenti che è la base dell’insegnamento moderno del Taiji quan

stile Yang. Inoltre egli è l’autore dell’enunciazione dei dieci principi fondamentali della pratica del Taiji quan, riferimenti indispensabili allo studente per progredire correttamente nell’apprendimento della tecnica.

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Chen Man Ching

 

Un altro allievo di Yang Chen Fu, Chen Man Chin ( 1900 – 1975),

ha grandemente contribuito a diffondere il Taiji quan in

Occidente.

Giovane di grande intelligenza e di grande cultura, durante

1′adolescenza fu col­pito da una tegola sulla testa e rimase

alcuni giorni in punto di morte. Si riprese ma ne portò a lungo

le conseguenze. Crebbe dedicandosi alla pittura e ad altre arti

tradizionali, ma era di salute cagionevole e si ammalò di tubercolosi.

A venticinque anni conobbe Yang Chen Fu e ne divenne allievo. Iniziò così lo studio del Taiji quan in cui eccelse nella pratica, nell’insegnamento e negli scritti. E’ considerato l’ ideatore della forma 37 movimenti della scuola a lui riferita.

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Fu Zhong Wen

Fu Zhong Wen fu allievo di Yang Chen Fu fin dall’età di nove anni

e rimase sempre vicino al suo maestro nei viaggi che avevano lo

scopo di diffondere il Taijiquan in tutta al Cina. A dimostrazione

del valore del Taiji quan come tecnica marziale, maestro e allievo

accettavano qualunque sfida riuscendo a vincere sempre.

Fu zhong Wen ha contribuito alla diffusione in occidente dello

stile Yang trascrivendo anche gli insegnamenti di Yang Cheng Fu

nel famoso testo ” Trattato fondamentale di T’ai Chi Ch’uan stile Yang ” pubblicato anche in Italia dalla editrice Luni. E’ stato l’insegnante del M° Li Rong Mei che è stata da lui nominata rappresentante per l’Europa della scuola Yong Nian.

Liberamente tratto da "Taiji Quan stile Chen Xiaojia e Qi Gong", ed. Ambrosiana

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